Quando la stupidità sposa la burocrazia

stupiditàOggi avevo appuntamento con un notaio di Pavia per la costituzione di nuova società, ovviamente una SRL, se nonché il mio consulente fiscale alle 9.15 mi chiama per dirmi che l’atto non si può fare oggi ma va rimandato, motivazione: manca il PEC :-O

Il notaio ha partecipato ieri ad un corso di aggiornamento ed oggi sembra che non sia possibile fare la costituzione di una nuova società senza prima avere questo fatidico PEC, ma vediamo di cosa si tratta.

PEC è l’acronimo di Posta Elettronica Certificata servizio obbligatorio già da tempo per tutte le imprese come sancito dalla Legge 2/2009.I fornitori di posta certificata sono parecchi, tra questi ARUBA e LEGAL MAIL e le informazioni indispensabili per l’attivazione della PEC sono oltre ai soliti dati anagrafici, la partita IVA ed ovviamente una carta di credito per effettuare il pagamento di € 25 + iva (per il primo anno).

Problema: come faccio ad avere la partita IVA di una società che ancora non è stata costituita? E’ vero che posso aprire la posizione prima della costituzione ma è un po come chiedere il codice fiscale per un figlio che ancora deve nascere … e se poi succede qualche cosa (cambio della sede legale, del nome, eccetera) devo rifare tutto da capo !

Inoltre è impossibile ottenere una carta di credito (che è uno strumento di debito) per un soggetto giuridico che ancora non esiste, posso pagare con la mia carta personale e poi farmi rimborsare dalla società, però anche in questo caso si tratta di una operazione anomala oltre che sotto il profilo formale anche sotto quello contabile.

Albert_Einstein Tutta la questione l’abbiamo risolta all’Italiana, è stato infatti sufficiente contattare      un altro notaio per risolvere tutta la questione. Domani appuntamento con il nuovo notaio per l’atto costitutivo. Entro 20 giorni si provvederà ad attivare la fatidica PEC, l’apertura della posizione IVA, l’apertura di un conto corrente e tutti gli innumerevoli adempimenti a cui una persona coraggiosa deve far fronte se decide di diventare imprenditore; per alcuni dei miei soci è la prima volta e non so quanta voglia gli sia rimasta di “intraprendere”.

Chissà come evolverà questa procedura, i notai si adegueranno tutti impedendo così de facto la costituzione di nuove società, il primo notaio che abbiamo contattato cambierà lavoro, verrà modificata un altra volta la procedura per rendere possibili gli atti … ai posteri l’ardua sentenza.

Per la cronaca la Posta Elettronica Certificata serve solo in sostituzione del Fax, Raccomandate o Corriere, la fregatura sta nel fatto che per avere tutte le caratteristiche di sicurezza e tranciabilità è necessario scrivere da un indirizzo PEC ad un destinatario con un indirizzo PEC, in mancanza di ciò solo alcune delle funzionalità sono supportate.

Secondo il mio modesto parere la burocrazia è riuscita a trasformare la più grande innovazione tecnologica di comunicazione del millennio, l’e-mail, in uno strumento inutile ed astruso, dall’utilizzo improbabile se non verso la pubblica amministrazione: ossia la fonte della burocrazia. Altro che 2.0 questo è l’approccio gerarchico e burocratico che plasma le innovazioni a propria immagine e somiglianza.

Viva le follie dell’italiana burocrazia, viva l’Italia

2 Commenti a “Quando la stupidità sposa la burocrazia”

  • Mario Pec chi says:

    Nulla di più vero, purtroppo siamo in Italia.
    Esistono comunque aziende che attivano la PEC temporaneamente anche senza Partita IVA proprio per ovviare a questi noiosi ‘travagli’ burocratici. La società per cui lavoro può registrarle una PEC ancha senza partita IVA (temporanea), prima che venga comunicata al Notaio.
    All’ottinemento della partita IVA, la PEC verrà poi assegnata in modo definitivo.

    Complimenti per il blog, è molto curato.

  • Ora la cosa si è risolta così: A) il notaio stipula l’atto per il quale non è necesaria la PEC; B) il commercialista ottiene la PEC che è necessaria per la iscrizione alla Camera di Commercio; C) il Notaio raccoglie la PEC e la deposita alla CCIAA insieme alla copia dell’atto per la iscrizione; D) la CCIAA iscrive e comunica gli estremi della Partita IVA.
    La PEC non è infatti necessaria per l’atto ma per la iscrizione della nuova società, e non la può richiedere il notaio sia perchè occorre il software dei commercialisti, sia perchè una volta pagata la PEC ogni anno viene addebitato il costo sulla stessa carta di credito.
    Notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara – http://www.notaiopescaradambrosio.it

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